Il nome deriva per una parte dal suo armonico
aspetto esteriore e per l’altra dalla sua posizione strategica
sulla valle del Chienti.
Risalente al sec. XII, Belforte fu acquistato da Camerino nel
1205 coll’intento di contrastare l’espansione di Tolentino;
le vicende successive lo legano ai tolentinati prima, ai camerinesi
poi, fino al definitivo passaggio allo Stato Pontificio avvenuto
nel sec. XVI.
Notevoli le opere d’arte: nella centrale chiesa di S.Eustachio
è conservato l’importante e prezioso polittico, che
costituisce una delle opere più significative del ‘400
marchigiano, rappresentante la Madonna con il Bambino e Santi.
Nel registro centrale sono rappresentati la Madonna in trono con
bambino tra i Santi Eustachio, Pietro, Giacomo e Venanzio; in
quello superiore il Beato Guardato, S. Nicola di Bari, S. Sebastiano
e S. Eleuterio affiancano la centrale Crocifissione; nel tondo
della cuspide l’Eterno e , nella predella, scene della vita
di S. Eustachio.
All’ingresso del paese, la chiesa di S. Sebastiano, dal
bel portale a motivi floreali in cotto risalente al secolo XV,
conserva invece una statua policroma di S. Sebastiano anch’essa
del sec. XV.
Ai piedi dell’altura su cui sorge il paese, si trovano due
frazioni: Borgo S. Maria con la chiesa di S. Pietro Apostolo,
già abbazia dei padri Silvestrini che conserva una interessante
croce processionale in rame di stile bizantino (sec. XV ?) e Borgo
S. Giovanni con la chiesa di S. Giovanni Battista risalente al
sec. XV. In essa sono presenti affreschi di Andrea de Magistris,
uno dei pittori della scuola caldarolese del sec. XVI.
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