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martedì 7 settembre 2010
Incontri
Firma gemellaggio tra i 'Ponti del Diavolo'

 
Belforte del Chienti

Abitanti 1651 m. 350-400 s.l.m. kmq. 15,93

 

 
Panorama Belforte del Chienti
Posto sulla sommità di un ripido colle, Belforte del Chienti è un centro di notevole interesse ricco di testimonianze artistiche e di attrattive paesistiche ed ambientali.
Conserva ancora le mura di cinta del sec. XIV e l’impianto urbanistico medioevale con strade strette, ripide e tortuose.

Il nome deriva per una parte dal suo armonico aspetto esteriore e per l’altra dalla sua posizione strategica sulla valle del Chienti.
Risalente al sec. XII, Belforte fu acquistato da Camerino nel 1205 coll’intento di contrastare l’espansione di Tolentino; le vicende successive lo legano ai tolentinati prima, ai camerinesi poi, fino al definitivo passaggio allo Stato Pontificio avvenuto nel sec. XVI.
Notevoli le opere d’arte: nella centrale chiesa di S.Eustachio è conservato l’importante e prezioso polittico, che costituisce una delle opere più significative del ‘400 marchigiano, rappresentante la Madonna con il Bambino e Santi. Nel registro centrale sono rappresentati la Madonna in trono con bambino tra i Santi Eustachio, Pietro, Giacomo e Venanzio; in quello superiore il Beato Guardato, S. Nicola di Bari, S. Sebastiano e S. Eleuterio affiancano la centrale Crocifissione; nel tondo della cuspide l’Eterno e , nella predella, scene della vita di S. Eustachio.
All’ingresso del paese, la chiesa di S. Sebastiano, dal bel portale a motivi floreali in cotto risalente al secolo XV, conserva invece una statua policroma di S. Sebastiano anch’essa del sec. XV.
Ai piedi dell’altura su cui sorge il paese, si trovano due frazioni: Borgo S. Maria con la chiesa di S. Pietro Apostolo, già abbazia dei padri Silvestrini che conserva una interessante croce processionale in rame di stile bizantino (sec. XV ?) e Borgo S. Giovanni con la chiesa di S. Giovanni Battista risalente al sec. XV. In essa sono presenti affreschi di Andrea de Magistris, uno dei pittori della scuola caldarolese del sec. XVI.

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