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martedì 7 settembre 2010
Incontri
Firma gemellaggio tra i 'Ponti del Diavolo'

 
Caldarola

Abitanti 1761 m. 280-314 s.l.m. kmq. 29,08

 

 
panorama Caldarola
E’ un centro di notevole interesse paesistico e storico-artistico, conosciuto per la presenza del castello Pallotta e per i dintorni che offrono suggestive e consistenti tracce di un lontano passato. La tradizione vuole che il nome derivi da un antico impianto termale alimentato da sorgenti di acque calde – un “caldaio” appare, infatti, nello stemma comunale –

ma è più probabile che, nel significato di “avvallamento”, tragga origine dalla conformazione del suolo. Appartenuto fin dal sec. IX all’abbazia di S. Clemente in Casauria, nel 1240 fu aggregato a Camerino. Dopo alterne e lunghe vicende belliche, nel 1545 rientrò definitivamente nello Stato della Chiesa.
L’assetto urbanistico attuale fu dato al paese dal card. Evangelista Pallotta nel sec. XVI: nella piazza fece costruire la sua residenza, oggi Palazzo Comunale: notevole al suo interno la “stanza del Paradiso” la cui frescatura è attribuita, non senza controversie, a Simone de Magistris.
Nella chiesa della Madonna del Monte, si conserva una splendida tavola di Lorenzo d’Alessandro (1491) rappresentante la Madonna con il Bambino tra Santi e committenti.
Opere di Durante Nobili e Simone de Magistris nella collegiata di S. Martino e nella chiesa dei Ss. Gregorio e Valentino.
Nelle vicinanze sorgono le frazioni di Croce e Vestignano, antichi castelli appartenenti dal IX secolo, insieme a Pievefavera, all’abbazia di Casauria, in Abruzzo.
Rimangono a Vestignano consistenti resti della cinta muraria in pietra risalente al sec. XIV. Di notevole interesse un torrione cilindrico angolare e l’impianto urbanistico medievale. Fuori dalla cerchia muraria del sec. XIV, la duecentesca chiesa di S. Martino, rimaneggiata nel sec. XVI, con numerosi e importanti affreschi di Nobile da Lucca, di Andrea e di Simone de Magistris.
Anche Croce mantiene i resti di un notevole sistema di fortificazione realizzato con grosse pietre squadrate; resta inoltre una torre poligonale oggi campanile della chiesa parrocchiale.
Nei pressi di Valcimarra sorge la chiesa della Madonna del Sasso, nata forse per il ritiro di qualche eremita e che prende il nome dallo scomparso monastero di S. Benedetto saxi latronis. Nel XIV secolo ospitò una comunità femminile probabilmente di penitenti francescane.
Si narra che nei pressi si nasconda l’antro della Sibilla Cimmeria.

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