Home
Dove Siamo Itinerari Eventi Ricettività Enogastronomia
 
   

Home > Comuni

 



martedì 7 settembre 2010
Incontri
Firma gemellaggio tra i 'Ponti del Diavolo'

 
Campotondo di Fiastrone

Abitanti 593; m. 331 s.l.m. kmq. 8,84

 

 
Camporotondo ricorda la sua origine medievale già nel nome che indica il luogo pianeggiante di forma circolare sul quale sorge il centro abitato situato su di un’altura a 331 m s. m.. Suggestiva l’ipotesi che la sua denominazione voglia ricordare un antichissimo luogo sacro di forma rotondeggiante, non sostenuta, però, da elementi certi.

Fu castello dei Varano di Camerino di notevole importanza per la difesa del territorio da eventuali incursioni da parte del Comune di San Ginesio. Per questo il paese era circondato da possenti mura di cinta, delle quali ora restano pochi tratti, alcuni recentemente restaurati, rafforzate da torri di guardia.
Delle porte di accesso rimangono parziali strutture della “porta grande” e, ancora praticabile, quella chiamata “la portarella”, risalente al XIV secolo e originariamente fornita di ponte levatoio. Grazie alla posizione, distante dalle principali vie di comunicazione, Camporotondo è rimasto quasi sempre, nel corso dei secoli, lontano dai drammatici avvenimenti bellici che hanno invece segnato la vita di altri paesi limitrofi.
Dalle mura di nord-ovest si spazia sulla vallata del fiume Fiastrone, da cui il Comune prende il nome, in un gradevole alternarsi di colline cui fa da sfondo l’altura su cui sorge Belforte del Chienti. Salendo più in alto, presso la chiesa della Madonna di Garufo, lo sguardo giunge fino al massiccio del Gran Sasso e al mare.
Nel centro del paese sorge la chiesa intitolata al patrono S. Marco, il cui attributo, il leone alato, compare anche nello stemma cittadino.
All’interno, nell’ambiente recentemente risistemato, sono visibili tre grandi quadri, due del XVII secolo (Madonna con il Bambino e Santi e la Trinità con la Vergine in trono e Santi), e una pregievole Madonna del Rosario tra S. Caterina da Siena e S. Domenico, attribuita a Fabio Angelucci di Mevale.
Più in alto, sulla collina omonima dal panorama vasto e luminoso, sorge la chiesa della Madonna di Garufo, di proprietà privata e restaurata di recente.
Se ne ha notizia dal 1300, tuttavia alcuni studiosi sostengono una più antica origine facendo derivare il nome Garufo dalla tarda voce latina caravum, cioè mucchio di pietre, rovine, prospettando l’ipotesi della sua fondazione sui ruderi di un edificio sacro risalente ad epoca romana.
Sull’altare una Madonna in trono col Bambino, attribuita a Paolo da Visso, tra i santi Marco e Venanzio, eseguiti, però, in epoca posteriore.

VAI AL SITO COMUNE

 
 
     
 
  DOVE SIAMO            ITINERARI            EVENTI         RICETTIVITA'          ENOGASTRONOMIA           MULTIMEDIA
 
Home Scrivici