Fu castello dei Varano di Camerino di notevole importanza per
la difesa del territorio da eventuali incursioni da parte del
Comune di San Ginesio. Per questo il paese era circondato da possenti
mura di cinta, delle quali ora restano pochi tratti, alcuni recentemente
restaurati, rafforzate da torri di guardia.
Delle porte di accesso rimangono parziali strutture della “porta
grande” e, ancora praticabile, quella chiamata “la
portarella”, risalente al XIV secolo e originariamente fornita
di ponte levatoio. Grazie alla posizione, distante dalle principali
vie di comunicazione, Camporotondo è rimasto quasi sempre,
nel corso dei secoli, lontano dai drammatici avvenimenti bellici
che hanno invece segnato la vita di altri paesi limitrofi.
Dalle mura di nord-ovest si spazia sulla vallata del fiume Fiastrone,
da cui il Comune prende il nome, in un gradevole alternarsi di
colline cui fa da sfondo l’altura su cui sorge Belforte
del Chienti. Salendo più in alto, presso la chiesa della
Madonna di Garufo, lo sguardo giunge fino al massiccio del Gran
Sasso e al mare.
Nel centro del paese sorge la chiesa intitolata al patrono S.
Marco, il cui attributo, il leone alato, compare anche nello stemma
cittadino.
All’interno, nell’ambiente recentemente risistemato,
sono visibili tre grandi quadri, due del XVII secolo (Madonna
con il Bambino e Santi e la Trinità con la Vergine in trono
e Santi), e una pregievole Madonna del Rosario tra S. Caterina
da Siena e S. Domenico, attribuita a Fabio Angelucci di Mevale.
Più in alto, sulla collina omonima dal panorama vasto e
luminoso, sorge la chiesa della Madonna di Garufo, di proprietà
privata e restaurata di recente.
Se ne ha notizia dal 1300, tuttavia alcuni studiosi sostengono
una più antica origine facendo derivare il nome Garufo
dalla tarda voce latina caravum, cioè mucchio di pietre,
rovine, prospettando l’ipotesi della sua fondazione sui
ruderi di un edificio sacro risalente ad epoca romana.
Sull’altare una Madonna in trono col Bambino, attribuita
a Paolo da Visso, tra i santi Marco e Venanzio, eseguiti, però,
in epoca posteriore.
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