Anche il nome, tuttavia, è connesso a quel lontano periodo
e ricorda un bosco, utilizzato per il taglio della legna, di proprietà
di un certo Palumbo, nome abbastanza diffuso nel Medioevo.
All’origine fu sotto l’influenza dell’abbazia
abruzzese di Casauria ma, successivamente, il territorio passò
in possesso di alcune influenti famiglie del luogo finchè,
in seguito alla concessione del Legato pontificio Sinibaldo Fieschi,
nel 1240 entrò a far parte di Camerino cui fu unito fino
alla proclamazione del Regno d’Italia.
Le tre località di Villa, Tribbio e Valle costituiscono
la frazione di Montalto che prende il nome dall’antico castello
di cui restano parte delle mura e delle torri di difesa, una delle
quali restaurata in tempi abbastanza recenti.
Nei pressi del castello sorge l’antica chiesa di S. Benedetto
nella quale è conservato un affresco di Giovanni Andrea
de Magistris rappresentante i Misteri del Rosario, databile al
1526 mentre la Madonna con il Bambino nella parete di fondo della
nicchia risalgono al 1544.
Nella chiesa di S. Maria di Villa si trova una pregevole tavola
attribuita a Girolamo di Giovanni, raffigurante la Madonna della
Misericordia (1468).
Di notevole interesse è il gruppo ligneo policromo quattrocentesco
conservato nella chiesa di S. Andrea situata nel capoluogo rappresentante
la Madonna dell’Impollata, così chiamata dall’antica
chiesa di provenienza.
L’abbazia di S. Salvatore che sorge in localià Monastero,
è un’opera architettonica di eccezionale interesse.
Databile ai primissimi anni del sec. XI, secondo la tradizione
ospitò un insediamento benedettino fondato da S. Romualdo.
Nei dintorni si trova la località “La Città”,
area ancora non ben studiata ma di grande interesse archeologico.
Qui sorgeva un centro abitato risalente al IV – III secolo
a.C.
Sono qui inoltre da ricordare due luoghi di particolare interesse
storico ed ambientale anche se appena al di fuori del territorio
di Cessapalombo. La Grotta dei Frati è una struttura altamente
suggestiva nata come romitorio dei così detti “Fraticelli”,
francescani rigoristi perseguitati come eretici. All’interno
di una grotta fu costruita nel XIII secolo una chiesetta con apertura
ogivale e volta a crociera in cotto tuttora visibile. Abbandonata
e ostruita nel tempo da sedimenti, è stata recentemente
ripulita e risistemata. Scendendo verso il fiume e risalendo il
corso d’acqua sulla sponda destra si giunge alle Gole del
Fiastrone, un ambiente di particolare suggestione creato nel tempo
dall’erosione delle acque.
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