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martedì 7 settembre 2010
Incontri
Firma gemellaggio tra i 'Ponti del Diavolo'

 
Colmurano

Abitanti 1234 m. 414 s.l.m.
kmq. 11,17

 

 
panorama Colmurano
Adagiata sulla sommità di un colle, a 414 m s.m., raccolta attorno alla sua chiesa parrocchiale, sorge Colmurano, tranquilla e laboriosa.
Dalle sue vie si esplora il luminoso panorama che verso l’interno, ha limite nei non lontani Monti Sibillini e altrove, invece, si perde nella successione delle dolci colline e nelle vallate circostanti.

Formatosi forse come pagus della romana Urbs Salvia, di quel periodo conserva ancora l’origine del nome che deriva dalla fusione del termine “colle” con un nome personale romano, probabilmente Murius, utilizzato come aggettivo ed indicante il proprietario della zona.
Grazie alla maggiore difendibilità del luogo, nell’alto medioevo cosituì rifugio per parte della popolazione di Urbis Salvia che rinunciò alla sistemazione in pianura allo scopo di sfuggire alle invasioni e alle scorrerie, sempre disastrose, dei molti eserciti che transitavano nella Marca.
Fu poi sottoposta per vari secoli a Tolentino che ne controllava l’elezione del Podestà e dei Priori.
A testimonianza della formazione medievale restano ancora tratti di mura castellane risalenti ai secc. XIV e XV, rafforzate da bastioni e da un torrione a difesa della porta S. Rocco, ultima rimasta degli antichi accessi cittadini.
Tra le testimonianze artistiche di maggior rilievo è da ricordare la chiesa parrocchiale di S. Donato, ricostruita nei primi decenni del secolo scorso dall’architetto tolentinate Giuseppe Lucatelli. A pianta centrale, conserva una porticina da reliquiario per la quale fu utilizzato un piccolo stendardo ligneo rappresentante la Crocefissione con la Madonna e S. Giovanni, attribuito a Nobile da Lucca (fine sec. XV – prima metà sec. XVI), che fu il capostipite della scuola pittorica caldarolese.
La chiesa della SS. Annunziata si distingue per il portale in cotto decorato con motivi floreali e per la presenza, nella facciata, di pregievoli bacini maiolicati risalenti alla fine del ‘300 e alla prima metà del ‘400. Alcuni ricordano nella decorazione quelli del chiostro della Basilica di S. Nicola, o i pochi rimasti ad ornare gli archetti ciechi dell’abside della chiesa di S. Francesco, ambedue a Tolentino.
All’interno, nella nicchia dell’altare di sinistra, un pregievole affresco raffigurante il Presepio e attribuito a Giovanni Andrea de Magistris di Caldarola che lo eseguì nel 1560.

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