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Gualdo |
Abitanti 920 m.
652 s.l.m. kmq. 22,11
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Gualdo è un piccolo centro di notevole
interesse paesistico ed ambientale situato su un colle, a 652 m
s.m., tra le alte valli dei torrenti Tennacola e Salino. Dal paese,
dalla struttura chiaramente medievale per le vie tortuose e strette,
si riesce a spaziare dai non lontani monti Sibillini che evocano
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suggestione dell’antro della Sibilla da millenni in perpetua
attesa, all’aspro profilo del Monte Conero, sulla costa
adriatica.Il nome deriva dal longobardo wald nel significato di
bosco. Forse al secolo X risale la prima cinta di mura di cui
sembrano scorgersi alcuni tratti. Conserva anche la successiva
cinta muraria del sec. XIV con cortine in pietra arenaria; delle
cinque torri di rinforzo rimangono quelle successivamente utilizzate
come abitazioni private.
La chiesa parrocchiale di S.Savino sembra sia stata edificata
verso la fine del XIII sec. Ma ricostruita alla fine del ‘700
in stile neoclassico e con pianta a croce greca. All’interno
si possono ammirare il Gonfalone del Rosario di Alessandro Ricci,
la Madonna con il Bambino e i Santi Giovanni Battista e Savino
di Antonio Liozzi, una Ultima cena, che gli studi più recenti
attribuiscono con certezza a Ubaldo Ricci che la eseguì
nel 1693.
Interessante anche un delicato bassorilievo in pietra, da datarsi
al sec. XVII, raffigurante la Madonna che offre il Bambino ad
un santo inginocchiato.
Un interessante affresco del ‘400 è conservato nella
chiesa rurale della Madonna delle Grazie, forse risalente al secolo
XII. Il dipinto, raffigurante appunto la Madonna delle Grazie,
è oggetto di particolare venerazione. La facciata della
chiesa è movimentata da un bel porticato in arenaria disposto
su due ordini. Attiguo all’edificio sacro sorge ancora il
convento francescano, risalente al ‘500, abbandonato dai
frati Minori all’inizio del nostro secolo.
Il nome di Gualdo è legato a quello di Romolo Murri. Sacerdote,
fu importante protagonista del movimento cattolico e fondatore
della prima Democrazia Cristiana. Nel 1909 fu scomunicato per
i contrasti sorti con le autorità ecclesiastiche poiché
intendeva dar vita ad un partito nazionale dei cattolici italiani
che fosse autonomo alla struttura religiosa. Fu riammesso alla
chiesa solamente nel 1944, Dal 1909 al 1913 fu deputato al parlamento
italiano. Dedicatosi all’attività di pubblicista,
trascorse a Gualdo lunghi periodi ed alla città lasciò
la sua biblioteca ed il suo archivio, conservati al piano terra
della sua abitazione.
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