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martedì 7 settembre 2010
Incontri
Firma gemellaggio tra i 'Ponti del Diavolo'

 
Penna San Giovanni

Abitanti 1278 m. 672 s.l.m.
kmq.
28,18

 

 
panorama Penna San Giovanni
Situato a m 672 s.m., è un centro di notevole interesse per le acque salso-broiodiche-solforose e per le caratteristiche paesistiche e climatiche. Il nome deriva da un termine prelatino nel significato di vetta rocciosa di forma aspra ed acuta e dal nome di San Giovanni Battista, patrono del paese.

Sulla base di alcuni reperti archeologici, si fa risalire la sua origine all’epoca romana quando qui, secondo la tradizione, sorgeva un villaggio legato alla non lontana Faleria. Il luogo fu fortificato in epoca medioevale e fu residenza di signori locali. La fortezza fu poi, alla metà del ‘300, in possesso dei Varano per conto del cardinale Albornoz che cercava di mettere ordine nella Marca in nome del Pontefice;alla metà del sec. XV fu conquistata e tenuta per due decenni da Francesco Sforza insieme con molti altri castelli vicini per passare poi definitivamente sotto il dominio della Chiesa. Del periodo medievale, Penna conserva il tratto della primitiva cinta muraria del sec. XIII, i rifacimenti del sec. XV con torre quadrangolare aggettante e le porte dei sec. XIII e XIV. Sulla cima del colle, i resti di una torre della originaria Rocca in cui si apre uno stretto cunicolo nel quale la leggenda dice si nasconda una chioccia d’oro con i suoi pulcini. La chiesa di S. Francesco costituita nel 1457 da Salino Lombardo ma rimaneggiata nel XVII e XVIII secolo, conserva il portale della primitiva costruzione ed il pavimento in cotto. Nel Palazzo municipale, edificato alla fine del sec. XVIII, sono conservati reperti di epoca romana ed una interessante tavola raffigurante la Madonna e i santi da alcuni attribuita all’ambito dei Crivelli. La Pieve di S. Giovanni Battista fu costruita tra il 1251 e il 1256 da Giorgio da Como, noto per la fabbrica delle cattedrali di Fermo e di Jesi ; conserva la statua in legno del Battista, opera di notevole importanza artistica ( sec. XVI), forse di opera di Desiderio Confini, ed un interessante Crocifisso dello stesso periodo. D’interesse anche ciò che resta del monastero di S. Filomena: all’interno una Sagra Famiglia attribuita al Sassoferrato (sec. XVII). A qualche chilometro di distanza dal paese, sulle rive del torrente Salino, scaturiscono le sorgenti di acque minerali salso- cloro- iodiche - solfuree di “Villa Saline” salutari nella cura delle malattie del ricambio e delle affezioni della pelle. L’uso delle acque è attestato almeno fin dalla fine del sec. XIII quando la sorgente fu acquistata da Penna per l’estrazione del sale.

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