ritrovata in una tomba alla fine del secolo scorso, sembra che
le origini dell’insediamento possano essere riferite alla
civiltà picena. La diffusione della civiltà romana,
poi, assorbì il piccolo centro collinare piceno che forse
assunse la fisionomia di villaggio dipendente dalla più
importante Urb Salvia.Situata già su di un colle, Ripe
non ebbe bisogno di un trasferimento in alto come fu necessario
a tanti altri centri, compresa nella elevazione una naturale difesa
da parte delle scorriere di popoli provenienti dal nord. E’
pobabile quindi che Ripe, già prima dei Mille, fosse già
un castello dipendente dai vescovi di Camerino. Legata a San Ginesio
in un rapporto sempre contrastato, Ripe conserva di quelle vicende
la Rocca che i genesini costruirono per volere di Leone X e che
ospitò, fin quasi al periodo napoleonico, un castellano
e soldati a scopo di controllo sull’abitato. Ora è
divenuta simbolo della città. Del periodo medievale Ripe
conserva anche il suggestivo impianto urbanistico con vie strette
a spirale, con vicoli interrotti da piagge e scalinate, con case
strette le une alle altre e congiunte tra di loro da alti cavalcavia.
Lì, entro le mura castellane, si torva la parrocchiale,
già chiesa abbaziale dipendente dall’abbazia delle
Macchie, intitolata a San Michele Arcangelo, patrono del Comune.
La Bilancia, uno degli attributi del Santo, compare infatti nello
stemma comunale. Ristrutturata più volte nel corso dei
secoli, quasi nulla conserva della struttura originaria. Un affresco
del 1570 venuto alla luce nei restauri del 1964, raffigura la
Madonna con il Bambino, S. Domenico, S. Giovanni Battista e S.
Elisabetta; è firmato da un Giovanni, frate domenicano
delle Macchie. Altri affreschi recenti di L. Massetani (1949)
hanno come soggetto L’Annunciazione e la Madonna e S. Giovanni
ai piedi della Croce.
Fuori dal paese, in alto, sorge la chiesetta di S. Silvestro,
cara alla devozione popolare, che alla metà del ‘700
fu ristrutturata secondo le forme di un tempietto rinascimentale.
All’interno, nel 1787, fu dipinta sulla parete di fondo
l’immagine della Madonna delle Grazie con il Bambino sulle
ginocchia e con la corona sorretta da angeli.
VAI
AL SITO COMUNE