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martedì 7 settembre 2010
Incontri
Firma gemellaggio tra i 'Ponti del Diavolo'

 
Ripe San Ginesio

Abitanti 759 m. 430 s.l.m. kmq.10,11

 

 
Panorama Ripe San Ginesio
E’ un caratteristico paese di origine medioevale, particolarmente ricco di storia, arroccato su una collina della valle del Piastra. Il nome deriva dall’unione di un termine nel significato di pendio scosceso e franoso con il nome del paese a cui fu soggetto. Da alcuni reperti archeologici, tra cui un’iscrizione su lamina d’oro

ritrovata in una tomba alla fine del secolo scorso, sembra che le origini dell’insediamento possano essere riferite alla civiltà picena. La diffusione della civiltà romana, poi, assorbì il piccolo centro collinare piceno che forse assunse la fisionomia di villaggio dipendente dalla più importante Urb Salvia.Situata già su di un colle, Ripe non ebbe bisogno di un trasferimento in alto come fu necessario a tanti altri centri, compresa nella elevazione una naturale difesa da parte delle scorriere di popoli provenienti dal nord. E’ pobabile quindi che Ripe, già prima dei Mille, fosse già un castello dipendente dai vescovi di Camerino. Legata a San Ginesio in un rapporto sempre contrastato, Ripe conserva di quelle vicende la Rocca che i genesini costruirono per volere di Leone X e che ospitò, fin quasi al periodo napoleonico, un castellano e soldati a scopo di controllo sull’abitato. Ora è divenuta simbolo della città. Del periodo medievale Ripe conserva anche il suggestivo impianto urbanistico con vie strette a spirale, con vicoli interrotti da piagge e scalinate, con case strette le une alle altre e congiunte tra di loro da alti cavalcavia. Lì, entro le mura castellane, si torva la parrocchiale, già chiesa abbaziale dipendente dall’abbazia delle Macchie, intitolata a San Michele Arcangelo, patrono del Comune. La Bilancia, uno degli attributi del Santo, compare infatti nello stemma comunale. Ristrutturata più volte nel corso dei secoli, quasi nulla conserva della struttura originaria. Un affresco del 1570 venuto alla luce nei restauri del 1964, raffigura la Madonna con il Bambino, S. Domenico, S. Giovanni Battista e S. Elisabetta; è firmato da un Giovanni, frate domenicano delle Macchie. Altri affreschi recenti di L. Massetani (1949) hanno come soggetto L’Annunciazione e la Madonna e S. Giovanni ai piedi della Croce.
Fuori dal paese, in alto, sorge la chiesetta di S. Silvestro, cara alla devozione popolare, che alla metà del ‘700 fu ristrutturata secondo le forme di un tempietto rinascimentale.
All’interno, nel 1787, fu dipinta sulla parete di fondo l’immagine della Madonna delle Grazie con il Bambino sulle ginocchia e con la corona sorretta da angeli.

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