Il nome sta ad indicare una “altura pietrosa” nel
senso di castello posto a chiusura di una valle; alcuni tuttavia
pensano al personale latino Petronius, proprietario del territorio.
Nel 1240 passò sotto la giurisdizione prima del comune
poi della signoria di Camerino seguendo la sorte di molti altri
castelli vicini. Rimase nell’ambito di Camerino anche dopo
il termine della signoria dei Varano fino all’unità
d’Italia.
Due porte e parte della cinte muraria è ciò che
resta del castello dei Varano (sec. XIII).
Nella parrocchia di S. Francesco si conservano una Crocifissione
su tavola di un anonimo marchigiano (sec. XIII), un pregevole
polittico di Lorenzo d’Alessandro rappresentante la Madonna
in trono con Bambino e Cristo deposto tra angeli e santi (sec.
XV), e una croce professionale cesellata e smaltata (sec. XIV)
attribuita al bolognese Gherardo di Jacopo Cavazza o a Cecco da
Camerino. Interessante, tra gli affreschi, quello di scuola grottesco-riminese
(c.a. 1340), con Cristo risorto, Madonna, S. Caterina d’Alessandria
e guardie. Notevole, nella chiesa di S. Maria delle Grazie, anche
una Madonna con Bambino e ss. Sebastiano e Giovanni Battista,
sempre di Lorenzo d’Alessandro. Dell’antica e possente
fortificazione dei Varano, signori di Camerino, a Castelsanvenanzio,
resta solo una torre che costituisce il campanile della Chiesa
di S. Lorenzo; ha un porticato a quattro archi e un portale in
calcare rosa, risalente ai secc. XV-XVI. All’interno, un
tempo completamente affrescato, resta solamente un Crocefisso
attribuito a Lorenzo d’Alessandro (1490). Di particolare
pregio anche uan tavola del camerinese Girolamo di Giovanni (sec.XV)
rappresentante una Crocefissione con vergine e Santi.
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