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martedì 7 settembre 2010
Incontri
Firma gemellaggio tra i 'Ponti del Diavolo'

 
San Ginesio

Abitanti 4031 m. 690 s.l.m.
kmq.
77,72

 

 
Panorama San Ginesio
La cittadina sorge su un colle del versante sinistro della valle del Piastrella; è un centro di notevole interesse storico-artistico e paesistico per l’ampio panorama che spazia dal mare ai monti per cui è chiamato anche “Balcone dei Sibillini” e per le pregevoli opere d’arte ed i monumenti presenti nel suo territorio.

L’amenità del clima, l’aria pura, la natura incontaminata ne fanno un ricercato luogo di turismo anche residenziale.
A parte le molte ipotesi fantastiche, sembra probabile che la sua denominazione derivi dal nome del Santo omonimo.
L’origine medievale è documentata dal caratteristico impianto urbanistico e dalla presenza di tratti della cerchia muraria risalente almeno al sec XII. È il periodo in cui San Ginesio va acquistando notevole potere, condizione che gli permette di opporsi alla politica espansionistica di Fermo ma non all’inserimento nel sistema egemonico dei Varano fino al sec. XVI quando entra a far parte dello Stato della Chiesa.
Un paese tanto ricco di storia e di tradizioni non può non esserlo anche di opere d’arte siano esse immerse nella luce tranquilla delle strade o nascoste nella penombra antica delle chiese. Unico e carico di suggestione l’Ospedale si S. Paolo, detto “dei pellegrini” sotto al cui porticato si rifugiavano quanti di lì passavano nel corso dei loro faticosi viaggi verso Roma; ricche di significato le porte di accesso alla città, mute testimoni di una vitalità e di una operosità che continua nel presente.
La Collegiata, intitolata alla S.S. Annunziata, risale al sec. XI ma è stata più volte restaurata e rifatta in alcune parti. Romanica la parte inferiore della facciata, gotica e dovuta ad Enrico Alemanno quella superiore (1421). Romanico anche l’adiuacente campanile la cui parte terminale fù però ricostruita nel sec. XVII.
All’interno sono conservate numerose opere d’arte di autori illustri: Malpiedi, S. de Magistris, Pomarancio, Zuccai, cerchia del Ghirlandaio, del Perugino, Pietro Alemanno, Stefano Folchetti… Nel sottostante oratorio di San Biagio, risalente alla fine del sec. XIII, si possono ammirare i pregevoli affreschi di Lorenzo Salimbeni datati 1406.
Nei pressi della collegiata, la chiesa di S.Francesco conserva della sua costruzione originaria (se. XIII) un bel portale e l’abside poligonale. Di notevole pregio all’interno, tra gli altri, gli affreschi di scuola grottesco-riminese che narrano storie della vita di S. Francesco (sec. XIV).
La duecentesca chiesa di S. Michele Arcangelo (sec. X) dal bel portale gotico con l’edicola del Folchetti; la chiesa sei SS. Tommaso e Barnaba (1365) con il portale romanico ornato da sculture rappresentanti gli strumenti della passione e l’incredulità di S. Tommaso; la chiesa di S. Gragorio, dalle forme neogotiche, con opere di Folchetti e del Barocci.
A qualche chilometro da San Ginesio, lungo la valle del Piastra, s’incontra l’abbazia benedettina delle Macchie nata intorno al Mille.
Notevole, nella chiesa ad una sola navata, la cripta divisa in sette navatelle da colonne in laterizio ad eccezione delle quattro più vicine all’altare recuperate da qualche costruzione romana; alcuni capitelli recano decorazioni scolpite che indicano il sec. XII come epoca probabile della costruzione del suggestivo ambiente.
Il convento di S. Liberato fu fatto costruire nel 1274 dai signori di Brunforte per custodire i corpi di S. Liberato, seguace di S. Francesco e i suoi compagni. Stefano Folchetti vi dipinse nel 1498 una Madonna con S. Liberato e S. Francesco, conservato ora nel museo civico ricco di reperti archeologici, di iscrizioni e di notevoli opere d’arte: tra tutte, per i suoi nessi con la storia della città, la tavola che raffigura S. Andrea e la battaglia tra ginesini e fermani, avvenuta nel 1377, assegnata a Nicola da Siena.

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